La spesa di ottobre – il broccolo

La spesa di ottobre – il broccolo

Ciao a tutti!

Come promesso continuo le mie chiacchiere sui prodotti che impazzano nei banchi del mercato in questo bel mese di ottobre. E come promesso oggi “disquisirò” sul broccolo

Questo ortaggio è in circolazione con infinite “variazioni”.

Possiamo trovare sotto la generica definizione di broccolo un’infintà di varietà:

il cavolfiore, tipico cavolo con fiori bianchi molto sviluppato;

il cavolo cappuccio, con foglie lucide color verde pallido, unite una all’altra a forma di palla;

il cavolo verza, con foglie rugose di colore verde scuro all’esterno e verde più chiaro all’interno;

il cavolo rosso, con foglie compatte come il cavolo cappuccio ma di colore rosso intenso.

Ma quello che io prediligo è il cavolo broccolo detto anche cavolo  romanesco.

broccolo_romanesco_

La sua infiorescenza è simile a quella del cavolfiore ma qui è di colore verde.

A colpire lo sguardo è la regolarità e la perfezione geometrica con cui le infiorescenze lo formano.

Un vero e proprio miracolo matematico basato sulla famosa sequenza Filobacci..(che ci volete fare i numeri mi perseguitano….o sono io che continuo a vederli dappertutto??)

Il suo consumo, come quello di ogni altra varietà, è utile per una ricca e sana dieta.

Ricco di ferro più della carne.

Ricco di fibre. Ben il 5% del fabbisogno giornaliero!

Ricco di calcio. Con tre tazze di cavolo riccio raggiungiamo il calcio di una tazza di latte vaccino!

E poi rinforza il sistema immunitario, è un antiossidante contro i radicali liberi. Per non citare gli studi che hanno rilevato le sue proprietà antitumorali, e con la sua proteina Nrf2, aiuta a mantenere  i vasi sanguigni sgomberi dagli accumuli di grasso, principali cause delle malattie cardiocircolatorie.

Il suo appellativo di “romanesco” è dovuto, oltre al fatto che è coltivato nelle campagne romane dalla “notte dei tempi”, anche ai numerosi richiami che uno dei più famosi poeti romaneschi, Gioacchino Belli,  lo cita nel suo sonetto “Er testamento der Pasquino”.

Ed è per questo che le infinite ricette in cui viene usato io voglio qui ricordare l’ottima minestra di broccoli e arzilla, tipico piatto della cucina romanesca.

Ma  il broccolo romanesco non è solo per la minestra.

Lo possiamo inserire in una base di pasta brisè per farne una quiche di broccoli, dove gli ingredienti che competano la ricetta ne fanno un piatto ricco, completo  e appetitoso, oltre che indicato anche in alimentazioni vegetariane.

E se la sera è fredda e piovosa io consiglio un piatto di vellutata di broccoli arricchita di pecorino e resa più “afrodisiaca” dal gusto piccante del peperoncino.

Basta così…..solo a pensarci ho già l’acquolina in bocca….!

Alla prossima con……funghi…? o preferite che parliamo di zucca, visto Halloween che si avvicina?…

A presto!

 

 

 

 

 

 

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