Il galateo a tavola

Il galateo a tavola

 Ciao a tutti!

Vogliamo affrontare il problema di tutte la padrone di casa?….si! parlo del galateo a tavola!

Posate ben lustre, rigorosamente disposte secondo i canoni, i giusti posti da assegnare agli ospiti, il centro tavola in tono con la tovaglia e con la serata….

La disposizione delle posate ha assunto un rigore che l’etichetta non consente di trasgredire.

Dai tempi di Bonvesin de la Riva  a Monsignor della Casa fino alla modernissima Donna Letizia, il carnet delle regole si è andato via via (ahiè!) infittendo!

Il piatto (unico, mai due sovrapposti!!) andrà a 4 o 5 cm dal bordo, con le posate in linea con esso.

A destra del piatto un coltello (con la lama rivolta verso il piatto) ed una forchetta per il primo (o un cucchiaio, a seconda del menù).

A sinistra una forchetta per il secondo.

Sopra il piatto, in alto, forchettina, coltellino e cucchiaino per frutta e dessert.

Per quanto riguarda le forchette, una curiosità: in Italia vanno poste con le punte verso l’alto; in Francia vanno invece poste con le punte all’ingiù, verso la tovaglia! Paese che vai……

Anche  la collocazione degli altri elementi della tavola segue  le sue ferree regole.

Tovagliolo generalmente a sinistra del piatto; pane a sinistra in alto; bicchieri in alto a destra, con quello dell’acqua spostato verso il centro; mezzaluna per l’insalata a sinistra del piatto.

E poi si comincia…ma mi raccomando: mai con un “buon appetito!“!

E si, perchè anche se questa usanza propiziatoria  è molto in uso, in realtà questa non è molto amata dal galateo! Ma se un vostro convitato non riesce a …”trattenersi”, basta rispondere con un cordiale sorriso al suo augurio!

Ma gli ospiti, dove li metto??

Padrone di casa e consorte a capotavola; alla destra del primo siederà la signora più importante della serata per ruolo sociale o per età, mentre a sinistra quella immediatamente seguente.

Lo stesso farà la padrona di casa con la disposizione degli uomini.

E per entrambi a seguire in ordine di importanza.

Se non si vuole incorrere nel panico da ultimo momenti sarebbe molto carino posare preventivamente dei bigliettini con i nomi; nessuna ferrea regola lo vieta!

Ma di cosa parlano tutti questi invitati?

Secondo il nostro amico Bonvesin, nel lontano Duecento, la “trentottesima cortesia” recitava più o meno così: “Non raccontar storie tristi, affinchè coloro che ti son vicini non mangino di mala voglia. Fin tanto che gli altri mangiano non raccontare storie angosciose, ma taci, oppure parla di cose allegre“.

Nella “quarantesima” insiste sul tema: “Se ti coglie dolore per qualche acciacco, cela più che uoi la tua necessità. Se non ti senti bene non angustiare colore che mangiano con te“.

Vecchie regole della “cortesia” che spesso vengono dimenticate o, peggio, ignorate, ma che è sempre piacevole ritrovare!

ps.

Ma in cucina chi ci sta?…..naturale!…..la vostra personal chef!!

A presto!

 

 

 

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