…..aspettando San Silvestro!!

Ciao a tutti!
Passate le celebrazioni natalizie…iniziano subito i preparativi per festeggiare il nuovo anno.
Qui la tradizione si unisce ai riti “propiziatori” che fanno ripensare ai tempi antichi, sorridendone un po’ con aria disincantata.
Ma tutti cercano di non trasgredire nessuna delle regole di questo “gioco”!
Ed è così che a Capodanno ogni tavola viene imbandita, oltre che da manicaretti, anche con cibi simbolici che è sempre meglio non dimenticare di mangiare!
In ogni casa sulla tavola imbandita compaiono uva, melograno, lenticchie, mentre appeso sopra la porta d’ingresso risplende il “magico” vischio, vestito a festa con il nastro.
Il melograno,
con la sua infinita’ di chicchi vermigli, porta certamente con se il simbolo della fertilità, della forza e della giovinezza per il quale gli si attribuiscono influenze benefiche nei confronti di chi la mangia.
L‘uva, con il grappolo da cui pendono decine di acini pieni e succosi, era già nell’antichità simbolo di fertilità: la ritroviamo, insieme alla pigna, in un’infinità di sculture e bassorilievi. Mille allegorie in cui si mescolano elementi sacri e profani.
Virilita’, fertilità, abbondanza: non bisogna dimenticare che all’origine di tutte queste credenze, stavano delle società rurali dove il numero dei figli era molto importante perché strettamente legato al numero delle braccia da usare nel lavoro dei campi O come soldati per la difesa della patria!
Le matrone romane con molti figli erano degne di particolare rispetto e portavano addirittura un segno distintivo sulla tunica.
Le lenticchie,
già all’epoca dell’antica Roma, erano simbolo di fertilità e abbondanza: venivano lanciate sugli sposi come noi oggi facciamo con il riso!
Per risalire all’origine dell’associazione soldi-lenticchie varie sono le tradizioni alle quali si può attingere. L’importante è mangiarne molte all’inizio dell’anno!
Questa pianta leguminosa dai piccoli semi schiacciati e rotondi, crede nelle acque stagnanti ed ha una grande capacità riproduttiva. Le sue foglie esercitano un’importante influenza sulla salubrità dell’aria perché scompongono i gas metilici che emanano dalle acque stagnanti e, nel contempo, esalano ossigeno.
Le anatre sono avide di lenticchie, mente i pesci si moltiplicano alla loro ombra.
E forse è proprio l’abbondanza della capacità riproduttiva di questa pianta che tende ad associarla alla ricchezza, nella speranza che si moltiplichi come questa pianta!
Un altro collegamento ci porta in Spagna.
Qui la “lenticchia” era il nome di una piccolissima moneta d’oro del valore di uno scudo romano. E qui l’associazione con la ricchezza è immediata!!
Dalla Bibbia ci viene una spiegazione molto più antica. Si legge che Esaù, figlio di Isacco e di rebecca, barattò la propria primogenitura con il fratello in cambio di un piatto di lenticchie. Tenendo conto dei grandi privilegi di cui poteva avvalersi il primo nato in quell’epoca, eredità compresa, il valore di quel piatto di lenticchie corrispondeva ad una fortuna!
Nel Veneto la tradizione si spinge fino a descrivere il modo in cui le lenticchie devono essere mangiate: niente forchetta bensì tre dita della mano con le quali cercare di afferrarne il più possibile!!
A questo punto il responso è immediato: la maggiore abilità di ognuno corrisponderà alla sua capacità a “fare denaro” durante l’anno!
Sapendolo per tempo ci si può allenare durante i mesi precedenti!!
Tanti auguri!!!
You must be logged in to post a comment.